Sicilian Dialect and Food- Don't talk with your mouth full

Updated: Aug 26

(I’ll soon write the English version of this post)

Eccoci qui. A scrivere da casa mia, di casa mia.

La Sicilia.

Chi meglio di me potrebbe mostrarvi gli aspetti più reconditi della cultura siciliana.

Il cibo, le persone, il dialetto, la cultura i luoghi più interessanti di quest’isola.

Come per tutti i posti del mondo, anche qui ci sono delle “piaghe” (come viene descritto nel film “Johnny Stecchino”). **

(**se non conosci il film, guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=0MveTkhbvwc )


Ma a questo, forse, dedicherò un altro post.

Concentriamoci sulle cose belle e gioiose di questa, non tanto piccola, isola del Mar Mediterraneo.

Chi legge questo articolo troverà delle informazioni molto utili, per programmare la prossima vacanza in Sicilia.

Cosa ne pensate? Andiamo A Scoprirne Un Po’ Di Più?

Riflettevo sulla gente che, conoscendomi, ha sempre esordito con:

<<AH SEI SICILIANA? Che bella la Sicilia! Il sole, il mare, le spiagge!>>

E la risposta da parte mia è sempre stata:

<<Beh si, nella mia città il caldo non manca. Peccato che Dio, con tutti i km di costa a disposizione, mi abbia fatto nascere proprio al centro, a minimo un’ora di strada dal mare!

Io sono cresciuta a Caltanissetta, una città di 60.000 abitanti, nel centro della trinacria **.

( ** Trinacria: Nome antico della sicilia e simbolo della bandiera siciliana.)




Non vi sono molti monumenti da visitare in questa città, ma lo stile di vita rappresenta al 100% quello dell’intera isola.

Come in tutte le regioni d’Italia, anche i Siciliani hanno un proprio dialetto, frutto di tanti popoli che hanno calpestato questa terra nei secoli precedenti.

Spagnoli, greci, francesi, arabi e popolazioni del nord Europa!

Insomma un pot-pourri di parole.

Anche per questo motivo non esiste una fisionomia standard che potrebbe definire "il siciliano autentico".

La maggior parte di uomini e donne ha carnagione scura (o per meglio dire “abbronzata”), capelli e occhi castani.

Anche se non è poi così difficile trovare autoctoni con pelle chiara ed una splendente chioma bionda.

Vi lascio qui sotto le foto dei miei VIP preferiti, nati e cresciuti in Sicilia:


Fiorello- showman





Teresa Mannino -Comica





Ficarra e Picone – Comici





PIF – Regista e Attore




Ovviamente queste sono solo alcune delle belle menti e dei bei talenti che ha sfornato** la Sicilia.

Ma ve li ho messi qui anche per darvi un’idea di quale sia “il volto siciliano”.

(** Metafora: sfornare significa tirare fuori dal forno quando un cibo è cotto. In questo caso la Sicilia è “produttrice” di talenti, proprio come il panettiere sforna/produce il pane.)

Sento spesso dire agli stranieri che studiano l’italiano, che la Sicilia non è il luogo ideale per imparare la lingua perché si parla SOLO IL DIALETTO.

Mi sento di dissentire su questa affermazione (scusate il gioco di parole).

Il fatto che ci sia un dialetto non vuol dire che questa popolazione non sappia parlare l' italiano!

L’italiano è insegnato nelle scuole siciliane come prima lingua (la seconda è l’inglese).

Il dialetto, invece, è un altro codice linguistico utilizzato principalmente tra amici stretti e familiari.

Ma se, per esempio, uno straniero chiede un’informazione per strada in italiano, sicuramente gli verrà data la risposta nella stessa lingua.

I siciliani sanno bene che il dialetto non è una lingua a portata di tutti!

Quindi smentiamo insieme**: IN SICILIA NON SI PARLA SOLO IL DIALETTO!

(**riferimento alla frase: “preghiamo insieme” recitata durante la messa.)

Anzi, direi proprio che è il posto ideale per esercitarsi a parlare dal vivo!

Non molti siciliani parlano inglese, in quanto non vi sono molte aziende internazionali che hanno sede in questa zona.

Quindi saranno ben contenti di trovare un cittadino del mondo con cui scambiare quattro chiacchiere in italiano.

Ora passiamo al cibo.

La dieta siciliana si potrebbe definire con un solo aggettivo: GRASSA.

Deliziosa, certo. Innegabile. Ma molti cibi tipici sono fritti o di derivazione animale.

Ho sentito dire in un documentario che, la ragione per cui molte pietanze sono fritte, è perché in passato, le famiglie più povere, per non buttare via il cibo avariato, lo friggevano al fine di togliere il cattivo odore e potersene ancora alimentare.

E a quanto pare è rimasta la tradizione….

Per colpa di questa usanza ho passato i primi 18 anni della mia vita credendo che il mio peso forma fosse rasente all’obesità.

È inevitabile non ingrassare stando in Sicilia! Non è mitologia ma è scientificamente provato che CHIUNQUE ci vada prenda peso.

Il cibo lì, non è più cibo. È gioia tangibile. La quintessenza della felicità. La prova che siamo fatti sì di anima, ma soprattutto di corpo.

La Ricotta dolce dei cannoli e delle cassate, il formaggio fuso delle Arancine, la crosticina di pangrattato sulla pasta al forno e il pane con le panelle, street-food per antonomasia!

Per digerire il tutto terminiamo con un po’ di Granita siciliana, accompagnata esclusivamente dalla Brioche col Tuppo!

Non basterebbero 100 pagine per descrivere tutto quello che si potrebbe mangiare in Sicilia, quindi farò l’egoista e vi illustrerò solo i miei piatti preferiti.

LE PANELLE


Sono frittelle di farina di ceci. Si possono mangiare da sole, come antipasto al ristorante o dentro a un panino, con limone e pepe, trovabile come cibo di strada.

Ricordano molto la farinata Toscana, con l’unica differenza che sono FRITTE.


LA BRIOCHE COL TUPPO

(in dialetto: A brioscia cu tuppu)

Il termine tuppo, in dialetto siciliano, significa Chignon, pettinatura usata spesso dalle donne siciliane.

Il sapore della brioche ricorda quasi un Pan di Spagna* e viene farcita col gelato.

(*sponge cake)

MODALITà D’USO: il tuppo è ergonomico. è stato creato proprio per essere staccato e adibito alla raccolta del gelato in eccesso presente sul contorno della brioche.


Chi non lo mangia così, senza rispettare le regole, non è degno di stare in Sicilia.

(ovviamente è uno scherzo, ma perché tagliare le gambe ad una esperienza così unica?)


LE ARANCINE/ GLI ARANCINI

Maschile o femminile? Questo è il dilemma! **

La parte ovest dell’isola chiama queste palle di riso fritte al Femminile, definendola Arancina, perché assomiglia ad una piccola Arancia.

La parte est dell’isola li chiama, invece, Arancini, nome maschile che, a quanto pare, deriverebbe dalla forma dialettale di Arancia, ovvero Arancio.

Anche l’Accademia della Crusca ** non si è voluta esprimere a riguardo, al fine di rispettare entrambe le zone.

(**Istituzione Ufficiale per la lingua Italiana).

A Caltanissetta le chiamiamo Arancine, ed è per questo che continuerò a chiamarle così in questo post (e per sempre).

Le classiche sono ripiene di ragù e formaggio o burro e prosciutto.

Col tempo si sono aggiunte tantissime varianti, da quella agli spinaci fino a quella fatta di pasta!

Possono avere forma rotonda, come un’arancia, o forma conica, che ricorderebbe la forma del vulcano Etna.


CASSATE E CANNOLI

Sono dolci ripieni di Ricotta dolce e gocce di cioccolato.

L’esterno del cannolo è un impasto fritto.

La cassata è una torta con pan di Spagna, ricoperta all’esterno di pasta di mandorla, glassa e frutta candita.

Il suo nome deriva dall’arabo “Quas’at”, che significa bacinella.

Sono dolci di pasticceria e che, come tali, vengono mangiati alla fine dei pasti principali.






I FICHI DI'INDIA


Sono dei frutti famosi per la loro buccia cosparsa di spine.

Ricordo solo che da bambina mi piacevano così tanto che una volta, andando dal fruttivendolo, ne presi uno in mano e andai da mio padre dicendo:

<< papà, me lo compri questo?>>. Poco dopo mi resi conto che la mano iniziava a farmi male e incominciai a piangere!

Questi frutti vengono utilizzati per la produzione di granite, marmellate, crostate o semplicemente sbucciati e mangiati al naturale.

Si chiamano così perché importati da Cristoforo Colombo quando, tornando dall'America, li rinominò Fichi d'India, perché pensava appunto di essere stato in India.




Ultimo piatto della mia lista, ma non meno importante, è la PASTA CON LE SARDE.

Le sarde sono un tipo di pesce pescato nell’area del mediterraneo e onnipresente nella cucina siciliana.

Vi sono tanti modi di cucinare le sarde, ma quello di accostarlo agli spaghetti è stata un’idea geniale! Questa composizione è molto saporita in quanto vengono aggiunti anche del finocchietto, dell’uvetta e dei pinoli e fatti saltare insieme alle sarde, dandogli un’esplosione di gusto.

Questi sapori mi ricordano tanto mia nonna, quando andavo a cena da lei nelle sere d’estate.

Dico l’ultima curiosità e poi smetto.

Una cosa che contraddistingue l’Italia nel resto mondo è il suo legame con il cibo, sia per qualità che per quantità.

Ma quello che contraddistingue i siciliani dagli italiani è che, in Sicilia, si mangia a tutte le ore!

Inoltre i siciliani sono persone molto estroverse a cui piace tanto parlare, quindi, se doveste scegliere la Sicilia come meta per il vostro prossimo viaggio linguistico, mi raccomando di non PARLARE MENTRE MANGIATE!

Altrimenti rischiate di affogarvi!

Spero che questa piccola guida vi abbia fatto venir voglia di prenotare un volo!

Se avete altre domande, scrivetemele pure nei commenti.

Sappiate comunque che, sulla Sicilia, c’è ancora tanto da dire, e ne parlerò sicuramente nei prossimi post.

Per ora vi lascio con un abbraccio.


A presto!

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